Second Life – Morte spesso annunciata

 

 

Assemblea di avatar al MiC - Musei di Roma Capitale

Circa 80 gli avatar che ieri sera si sono confrontati nell’isola virtuale MiC dei Musei di Roma Capitale in second Life.

L’incontro/dibattito, organizzato da Marina Bellini (aka Mexi Lane), nasce dalla provocazione che la stampa, nella persona di Giulia Blasi, ha lanciato  ieri  rispetto alla morte avvenuta di Second Life. Noi residenti di questo metaverso, ci siamo risentiti commentando il suo articolo sia sulle rispettive pagine di facebook che in tutti i social-network possibili, affinchè l’informazione  alquanto scarsa e non veritiera  che spesso il “giornalettismo” offre all’utenza, sia corretta.

Parlando di zone deserte posso affermare, come residente assidua dal lontano  settembre 2007, che Second Life ha sicuramente dei momenti nella giornata in cui è possibile atterrare dove tutto tace come nei cimiteri. Già. Esiste però una spiegazione a tutto questo. Gli orari di login sono fondamentali, dato che esso è un mondo di rilevanza internazionale soggetto ai fusi orari.
Ci sono momenti invece che è impossibile muoversi, data l’affluenza agli eventi, ed è li che si viene a creare la famosa “lag” citata pure nell’articolo della Blasi e che evidentemente conosce benissimo. Chissà come mai!

Per chi però ritiene Second Life un mondo nel quale entrare sporadicamente, le cose cambiano e non è possibile rendersi conto dei repentini cambiamenti  che si possono verificare anche a distanza di poco tempo. Ad esempio, è possibile che una sim region ( luogo che identifica una precisa locazione in Second Life), venga chiusa o abbandonata per lasciare spazio a infinite nuove possibilità. Io stessa ho recentemente abbandonato  la mia regione per trasferirmi in un altro luogo da me ritenuto più idoneo per la mia attività di commerciante e, per quanto io possa essere stata attenta ad informare   tutti i miei clienti, non credo che tutti ne abbiano ricevuto notizia. Del resto, a quale residente non è capitato di aver “selezionato” dei segnalibri che si sono rivelati non funzionanti? La frase “Couldn’t have access to this teleport” vi dice qualcosa? Non nascondiamo certo che spesso, ci capita di faticare a trovare un determinato luogo o commerciante che magari era “locato” in una posizione diversa, o magari costui ha deciso di cambiare zona però non è stato “raccolto” dal motore di ricerca interno di Second Life.

Noi residenti potremmo racccontarvene tante di cose che funzionano e anche di quelle che non funzionano; basterebbe interrogarci e dimostrare di possedere il senso dell’onestà quando (VOI giornalisti) scrivete di noi. Ammettiamo tutti, me compresa, che Second Life è un mondo che necessita di potenza hardware e spesso anche molto limitato. E allora? Fatico però a pensare  che le persone che dichiarano di essere “scrittori per professione” e che stanno “sulla notizia”, non abbiano il modo di utilizzare dei mezzi adeguati soprattutto  oggi, con i prezzi talmente bassi sui prodotti informatici che li aiutino a ricercare idonee informazioni. Io stessa ho comprato due portatili meno di sei mesi fa alle mie figlie ed entrambi accedono prefettamente a qualunque tipo di applicazione, compresa Second Life. Quindi oggi non credo che il problema tecnico possa essere oggetto di discussione e di conseguenza decade il discorso che il “nostro” sia un mondo da considerare  ”di nicchia”.

Mi domando inoltre, come è possibile redarre un articolo facendo capolino per mezza giornata, in un luogo che nel tempo si è evoluto se non altro in “contenuti” e dove i residenti che lo abitano, impiegano anni a scoprire le cose? Forse ci dovrà riprovare, sarà più fortunata e magari potrebbe affidarsi agli stessi residenti per scrivere qualcosa di sensato.

Una piccola nota tecnica giusto per spiegare ai agli ignari: Second Life è puramente un sistema di renderizzazione in tempo reale molto sofisticato basato su alcune specifiche: un potente motore grafico, dei server,  un’applicazione per il Voice e altro che non sto qui a spiegare. I server detengono i dati  e tramite un un linguaggio di programmazione, vengono raccolti da un un client/viewver specifico che ne restituisce  l’immagine tridimensionale a video, basandosi su coordinate XYZ proprie delle applicazioni 3D.

second life map
Second Life map

Se osserviamo la mappa qui sopra riportata, possiamo notare come il “disegno della griglia” sia rappresentato da una semplice immagine quadrata con altrettanti quadratini al suo interno. Interpretando l’immagine,  abbiamo la trasposizione dei dati server opportunamente “sezionati” che danno orgine ad uno “spazio” definito poi terreno dalla Linden Lab (casa madre di Second Life). E’ dura lo so :) Le persone che desiderano possono approfondire o entrare gratis e farsi un giro e se vogliono avere un loro “spazio” (server/terreno), devono acquistarlo come si fa in qualunque spazio Hosting che si rispetti ed inoltre, se vogliono avere anche un’apparenza che si rispetti, devono saper trovare i luoghi adatti per “rifarsi” il look oppure, affidarsi a delle guide esperte. Non commento le foto che appartengono all’articolo che è meglio!

Avrei qualche altra domanda: quanti utenti esistono in rete che non rinnovano gli spazi a loro dedicati? Di conseguenza, quegli utenti, saranno morti? Non me ne vogliano i lettori e anzi fate pure gli scongiuri, ma a quanto pare la Blasi pronuncia la parola “morte” con estrema facilità.

Ora, io credo che Second Life sarà morta quando la Linden Lab dichiarerà definitivamente il suo effettivo fallimento! Il resto sono voci di popolo. Vi riporto comunque la differita della diretta streaming che si è svolta ieri sera fino a tarda notte, in modo che possiate “avvertire” voi stessi come stanno effettivamente le cose e per favore, abbiate la compiacenza di non dare credito ai “gossip” del giornalettismo ignorante.

LINK AL DIBATTITO

LINK ALLE FOTO scattate da Mexi Lane

Buona visione!!

 

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